Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
7 ottobre 2011 5 07 /10 /ottobre /2011 17:45

Nel XIII secolo l’Umbria diviene un centro di cultura religiosa e accanto al noto movimento Francescano ne operano altri a carattere religioso- popolare come: il “movimento dell’alleluia” e quello dei “Flagellati” fondato da Raniero Fasani. I seguaci di questi movimenti girano per le strade intonando canti in onore di Dio e in particolar modo il movimento dei Flagellati percorre i paesi dell’Umbria indossando vestiti umili e spesso si flagellano per acquistare meriti dopo la morte. I Flagellati improvvisano canti inneggianti a Dio, ai santi e alla povertà. Tali canti assumono il nome di “Laude”; inizialmente essi sono improvvisati dalla gente e sono per lo più delle invocazioni. Buona parte di queste Laudi è orale e con il passare del tempo sono andate perdute. In questo contesto storico si colloca Iacopone da Todi, che s’impegna per dare dignità alla Laude Letteraria e ne scrive circa cento. Lo scrittore umbro, dopo San Francesco è il massimo esponente della poesia religiosa. Iacapone nasce a Todi tra il 1230 e il 1236, si dedica inizialmente allo studio del diritto frequentando l’università di Bologna. Il poeta diventa notaio e procuratore legale; questo lavoro gli consente di accrescere il suo già cospicuo patrimonio che acquisisce in seguito al matrimonio con una donna molto ricca. La vita del giovane Iacopone è caratterizzata da una vita disordinata e talora spregiudicata dedicata ai divertimenti, ai vizi e ai piaceri. Una sera il poeta con la moglie, partecipa a una festa da ballo che finisce tragicamente con il crollo del pavimento e la morte della sua compagna. In seguito a questo tragico avvenimento Iacopone da Todi subisce una profonda crisi religiosa, che lo porta a dedicarsi interamente a Dio. Lo scrittore dopo aver fatto parte del movimento dei Flagellati, aderisce all’ordine Francescano, nel periodo in cui vi sono i contrasti tra i frati minori. Dopo la morte di San Francesco nel 1226, i frati minori decidono di dividersi in due fazioni e cioè: “Conventuali” e “Spirituali”. Iacopone da Todi entra a far parte del gruppo degli Spirituali. Tra le due fazioni vi è una forte rivalità che si evince anche dallo scontro tra il pontefice Bonifacio VIII e la famiglia Colonna. Gli Spirituali si schierano al fianco della nobile famiglia, ma perdendo la battaglia, molti sono scomunicati e messi in carcere (tra cui Iacopone). Nel periodo di reclusione Iacopone compone la maggior parte delle 100 Laudi, che si possono suddividere in tre gruppi:

- Un primo gruppo comprende liriche che riflettono i desideri mondani di Iacopone

- Il secondo gruppo comprende laudi di carattere religioso e mistico

- Il terzo gruppo comprende laudi di carattere polemico e satirico nei confronti del papa Bonifacio VIII

Lo stile di Iacopone è più rozzo e drammatico rispetto a quello di San Francesco; gli unici punti in comune sono l’amore per Dio e quello per la povertà e l’umiltà.

Condividi post
Repost0
7 ottobre 2011 5 07 /10 /ottobre /2011 17:41

La letteratura Provenzale nasce nel medioevo e precisamente si colloca agli inizi del 1200. In epoca medioevale, contemporaneamente alla nascita di questa letteratura, si ha la presenza di diverse sette ereticali. Il gruppo dei Patari (patè= cencio) è formato da persone povere (con i cenci) che vogliono una distribuzione equa delle ricchezze. La setta dei Catari è contro la Chiesa e lo Stato; si scaglia contro i rapporti carnali e il matrimonio. I Valdesi predicano la povertà dei preti, dei monaci e dei frati. Con la crociata fatta dalla Chiesa, la Provenza è annessa alla Francia Settentrionale e come conseguenza i poeti provenzali emigrano nelle coorti dell’Italia Settentrionale. I poeti più importanti di questa corrente letteraria sono:

- Bertrand de Born (i suoi poemi trattano il patriottismo e l’esaltazione della guerra)

- Arnauld Daniel (le sue poesie e i suoi canzonieri parlano d’amore)

- Giroult de Borneil (i suoi lavori letterari parlano d’amore)

- Bertrand de Ventadorn (i suoi canzonieri trattato d’amore)

- Giaufrè Rudel (le sue poesie trattano dell’amore lontano e dell’innamoramento di una ragazza mai vista)

- Rimbald de Vaqueiras (i suoi canzonieri parlano d’amore visto come vassallaggio)

I poeti provenzali sono detti anche trovatori. La letteratura Provenzale oltre all’amore affronta temi religiosi e politici. Le forme metriche più importanti usate dai poeti provenzali sono:

-La canzone

-Sirventese (tratta temi satirici e politici)

- Lament (lamento per un morto importante o per un semplice cittadino)

- Contrasto (lotta psicologica dell’anima, o tra padre e figlio, madre e figlio e così via)

- Plazer (elenca tutte le cose piacevoli della vita)

- Enueg (elenca tutte le cose noiose della vita)

Forme metriche minori sono:

- Pastorella ( incontro fortuito tra un cavaliere e una campagnola)

- Alba (addio dell’innamorato all’innamorata prima che giunga il mattino)

Nell’Italia Settentrionale nasce anche la poesia provenzaleggiante (in seguito all’influsso della letteratura provenzale). I primi poeti italiani-provenzaleggianti sono:

- Gianfranco Gigala (corte genovese)

- Bartolomeo Zorzi (corte veneziana)

- Lambertino Buvaretti (corte bolognese)

- Sordello da Goito (è il poeta più famoso che affronta il tema dell’amministrazione politica e quello satirico. L’opera più importante è “Lament de Ser Blacait”, dove si affronta il dolore per la morte del signor Ser Blacait. 

Condividi post
Repost0
13 agosto 2011 6 13 /08 /agosto /2011 09:10

Cesare Pavese è uno dei massimi scrittori della letteratura italiana del secondo dopoguerra. La vita dell’autore, riflessa nelle sue opere, è molto difficile da un punto di vista psicologico ed esistenziale. Le problematiche e il senso di disagio che connotano la sua realtà portano Pavese (nonostante il successo letterario) al suicidio.

Vita

Pavese, nasce nel 1908 in provincia di Cuneo, quando è ancora un bambino, perde il padre ed è educato solamente dalla madre, che gli impartisce dei metodi e delle regole severe. Dal rapporto difficile con la mamma, scaturiscono le problematiche dello scrittore e la paura della vita. Uno dei temi delle opere di Pavese è rappresentato dallo scontro città-campagna, a cui sono legate le fragilità psicologiche dell’autore. Dopo essersi laureato in lettere, Pavese scrive per la rivista “La Cultura” diventando anche direttore. Nel 1935 lo scrittore, per alcune lettere anti-regime (nei confronti del quale ha un’antipatia), è condannato al confino per 3 anni. Nel 1936, vi è il ritorno a Torino ed è un anno importante perché segna l’abbandono della poesia per la prosa. Dopo la fine della guerra e il periodo della lotta partigiana (cui Pavese non prende parte), s’iscrive al partito comunista, ma per via di alcuni articoli non è ben visto dagli altri “compagni”. Il disagio e l’insoddisfazione aumentano sempre di più e portano lo scrittore nell’agosto del 1950 al suicidio. La morte di Cesare Pavese lascia un enorme vuoto da un punto di vista umano e letterario.

Opere

Le opere di Cesare Pavese sono molteplici; nel periodo del confino scrive il romanzo “Il carcere”, che è pubblicato a cavallo tra il 1938 e il 1939 e tratta di problematiche esistenziali. Nel 1940 lavora all’opera “La bella estate”, che è pubblicata nel 1949 e affronta il tema del mito e specificatamente il passaggio da quello della festa a quello del sacrificio. “La spiaggia” è pubblicata nel 1942 e si occupa del rapporto contrastato tra uomo e donna, raffigurato tramite la crisi di una coppia. Nel 1947-1948, Pavese scrive il racconto “La casa in collina”, in cui è possibile intravedere le paure dell’autore e i sensi di colpa per non aver partecipato attivamente alla guerra partigiana. Altre opere dello scrittore sono i racconti “Feria d’agosto”, “I dialoghi con Leucò” e l’ultimo romanzo intitolato “La luna e i falò”. Un lavoro uscito subito dopo la morte di Pavese, è “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” dove lascia la prosa per tornare alla poesia e rappresenta il dolore dell’amore.

knowledge - light
Condividi post
Repost0