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Nel XIII secolo l’Umbria diviene un centro di cultura religiosa e accanto al noto movimento Francescano ne operano altri a carattere religioso- popolare come: il “movimento dell’alleluia” e quello dei “Flagellati” fondato da Raniero Fasani. I seguaci di questi movimenti girano per le strade intonando canti in onore di Dio e in particolar modo il movimento dei Flagellati percorre i paesi dell’Umbria indossando vestiti umili e spesso si flagellano per acquistare meriti dopo la morte. I Flagellati improvvisano canti inneggianti a Dio, ai santi e alla povertà. Tali canti assumono il nome di “Laude”; inizialmente essi sono improvvisati dalla gente e sono per lo più delle invocazioni. Buona parte di queste Laudi è orale e con il passare del tempo sono andate perdute. In questo contesto storico si colloca Iacopone da Todi, che s’impegna per dare dignità alla Laude Letteraria e ne scrive circa cento. Lo scrittore umbro, dopo San Francesco è il massimo esponente della poesia religiosa. Iacapone nasce a Todi tra il 1230 e il 1236, si dedica inizialmente allo studio del diritto frequentando l’università di Bologna. Il poeta diventa notaio e procuratore legale; questo lavoro gli consente di accrescere il suo già cospicuo patrimonio che acquisisce in seguito al matrimonio con una donna molto ricca. La vita del giovane Iacopone è caratterizzata da una vita disordinata e talora spregiudicata dedicata ai divertimenti, ai vizi e ai piaceri. Una sera il poeta con la moglie, partecipa a una festa da ballo che finisce tragicamente con il crollo del pavimento e la morte della sua compagna. In seguito a questo tragico avvenimento Iacopone da Todi subisce una profonda crisi religiosa, che lo porta a dedicarsi interamente a Dio. Lo scrittore dopo aver fatto parte del movimento dei Flagellati, aderisce all’ordine Francescano, nel periodo in cui vi sono i contrasti tra i frati minori. Dopo la morte di San Francesco nel 1226, i frati minori decidono di dividersi in due fazioni e cioè: “Conventuali” e “Spirituali”. Iacopone da Todi entra a far parte del gruppo degli Spirituali. Tra le due fazioni vi è una forte rivalità che si evince anche dallo scontro tra il pontefice Bonifacio VIII e la famiglia Colonna. Gli Spirituali si schierano al fianco della nobile famiglia, ma perdendo la battaglia, molti sono scomunicati e messi in carcere (tra cui Iacopone). Nel periodo di reclusione Iacopone compone la maggior parte delle 100 Laudi, che si possono suddividere in tre gruppi:
- Un primo gruppo comprende liriche che riflettono i desideri mondani di Iacopone
- Il secondo gruppo comprende laudi di carattere religioso e mistico
- Il terzo gruppo comprende laudi di carattere polemico e satirico nei confronti del papa Bonifacio VIII
Lo stile di Iacopone è più rozzo e drammatico rispetto a quello di San Francesco; gli unici punti in comune sono l’amore per Dio e quello per la povertà e l’umiltà.